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LE POLITICHE DI ORDINE PUBBLICO DOPO LE MANIFESTAZIONI DI ROMA E DELLA VAL SUSA

Subito dopo i fatti di Roma in molti hanno chiesto un ripristino della Legge Reale (che in realtà per molti aspetti è tuttora in vigore) e nuovi interventi legislativi volti a reprimere il dissenso e il diritto di manifestare.

Per intanto non vi è stato alcun provvedimento, ma le voci che trapelano indicano la possibilità di estendere alle manifestazioni politiche le norme utilizzate per reprimere la violenza negli stadi (DASPO ed altre misure amministrative), la creazione di nuove figure di reati e altre misure atte a rendere più difficile l’organizzazione di manifestazioni (cauzione a carico degli organizzatori per gli eventuali danni provocati durante i cortei).

Si tratterebbe in paete di misure amministrative di polizia, emanate senza alcun controllo dell’Autorità Giudiziaria, non ammissibili in uno stato di diritto.

Una bozza del c.d. “decreto sviluppo” indica la volontà del Governo di classificare il tunnel geognostico di Chiomonte come opera di interesse strategico, rendendo di fatto il tunnel e tutta la valle zona militare, analogamente a quanto deciso in Campania per le discariche.

In questo modo verrebbe praticamente eliminato il diritto costituzionale di manifestare in una vasta area del Paese.

Come detto non vi è certezza sulle norme che saranno eventualmente introdotte, per cui daremo un commento approfondito se e quando le nuove norme saranno approvate.

Denunciamo però la tendenza, certamente non nuova, di individuare la repressione come unica risposta al disagio della maggioranza della società e alle speranze di cambiamento.

La criminalizzazione della protesta e dell’opposizione sociale, acuita in questi ultimi giorni dalle elucubrazioni del ministro Sacconi, è la sola risposta che stampa, Magistratura, forze di Polizia, Governo e grande maggioranza delle forze politiche sono in grado di dare alle tante facce della nuova povertà.

Milano, 28/10/2011

Legal Team Italia

www.legalteamitalia.it